Sinistra Ecologia e Libertà propone per martedì 9 febbraio 2009, alle ore 17.30, presso la Sala della Circoscrizione “Colli”, Pescara (contigua al Conad, dietro la basilica della Madonna dei Sette Dolori) un incontro sul tema “Politica e rappresentanza del lavoro”.
Partecipa Titti di Salvo del Comitato Scientifico Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà.
Interviene Betty Leone della Segreteria Nazionale e Responsabile Politiche del Lavoro di Sinistra Ecologia e Libertà.
Conclude Gianni Melilla, Coordinatore Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà.
Nel corso dell’incontro saranno illustrati i dati della “Ricerca sul rapporto dei lavoratori e delle lavoratrici con la politica”, promossa nel 2009 da Sd e realizzata a Torino, Roma e Taranto da Francesco Garibaldo ed Emilio Rebecchi.
Politica e rappresentanza del lavoro
Assemblee e presidi il 30 gennaio in difesa della Costituzione
Sabato 30 gennaio alle ore 15.00 a Chieti presso la Sala del Polo tecnico della Provincia si terrà un’assemblea di Sinistra Ecologia e Libertà. Si discuterà di elezioni amministrative e delle prospettive politiche del movimento di Nichi Vendola in Abruzzo. L’assemblea sarà conclusa da Grazia Francescato, ex presidente dei Verdi ora nel coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. L’incontro sarà anche l’occasione per ribadire l’adesione di Sinistra Ecologia e Libertà ai presidi in difesa della Costituzione indetti per il 30 gennaio dal Movimento Viola (in Abruzzo sit-in a Pescara in Piazza Italia). Sinistra Ecologia e Libertà invita i cittadini abruzzesi alla più ampia presenza a questi presidi. Intorno alla Costituzione si gioca infatti una partita decisiva: quella della lunga e contraddittoria transizione italiana, che ha come sbocco il passaggio, ormai in atto da tempo, dalla Repubblica democratica fondata sul lavoro a un regime senza democrazia, con tratti fortemente autoritari. Le ragioni della Carta Costituzionale sono le ragioni di Sinistra Ecologia e Libertà, in Italia come in Abruzzo.
Giornata della memoria, storia collettiva e commemorazioni
In questi giorni al cinema c’è un film, Avatar, che ci proietta in un universo parallelo fatto di umanoidi, detti Na’vi, facendoci riflettere sul rapporto tra le persone e l’ambiente circostante (fatto di altri esseri viventi, alberi, animali che sono diversi da noi). E’ il tema centrale del nostro tempo dove, grazie alla tecnologia, le distanze sono scomparse e viviamo tutti in un unico agglomerato di etnie, tradizioni, memoria: la grande madre terra. Nella complessità delle relazioni tra i popoli, ciò che conferisce a ciascuno la propria identità è la “memoria collettiva” vale a dire la capacità di elaborare e trasmettere tra le diverse generazioni il patrimonio culturale, le proprie storie, i valori fondanti di una società. L’esigenza di commemorare le esperienze dei nostri simili consente la riflessione sui fatti della storia e la trasmissione dei medesimi alle generazioni future. Il 27 gennaio si celebra la Giornata della memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei deportati militari e dei prigionieri politici italiani nei campi nazisti e simboleggia l’inizio della fine delle sofferenze per tutti i perseguitati: ebrei, omosessuali, zingari, rom. Nelle società complesse come la nostra, percorse da forti conflittualità politiche e culturali, è essenziale riconoscere il legame con le vittime del nostro passato collettivo dal quale far emergere nomi concreti, storie vissute, testimonianze reali. Ciascun territorio può raccontare e riconoscersi nella narrazione delle esperienze vissute. Il 29 gennaio cade l’anniversario della morte del magistrato Emilio Alessandrini, originario di Penne, uomo abruzzese assassinato da un commando di terroristi soltanto per aver svolto con onestà e competenza il proprio lavoro di magistrato della Repubblica italiana. L’omicidio colpisce l’opinione pubblica: Alessandrini è uno dei magistrati più stimati del Tribunale di Milano. Nel corso della sua carriera si è occupato delle inchieste più scottanti: quelle sul terrorismo, sugli scandali finanziari legati al Banco Ambrosiano, sui servizi segreti deviati ma soprattutto quella sulla “madre di tutte le stragi”, l’attentato alla sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano, il 12 dicembre 1969. Le vicende della storia si intrecciano sempre con le storie personali di ciascuno e vi è un filo conduttore tra l’ambiente e gli esseri che lo abitano. La commemorazione richiede simboli che trasformano, talvolta, persone normali in eroi. Ciò è necessario affinché il presente, diventato Storia, entri a far parte della memoria collettiva. In questo senso si comprende bene l’espressione metaforica “Io ti vedo” che si scambiano i Na’vi di Avatar: vedo che tu esisti, che io non sono l’universo intero, come istintivamente sono portato a credere. E dunque ti rispetto, cerco di trovare con te un’armonia accettandoti per quello che sei. Insomma, riconosco in te una comune “memoria collettiva”.
Matteo Tresca
(Presidente del Consiglio Comunale di Penne)
Ha vinto la buona politica
Oltre 200.000 votanti pugliesi hanno deciso: Vendola ha ben governato e deve farlo anche per i prossimi 5 anni. E non esiste ingegneria politica che tenga, non esistono esperimenti di allargamento, non esistono tattiche e strategie, quei cittadini pensano che a decidere chi contrapporre alla destra e soprattutto, che a decidere chi debba governare, devono essere loro. Si, perché in quella regione meridionale, in gioco non c’era solo chi dovesse essere il candidato del centrosinistra alle prossime regionali. In gioco c’era e c’è anche una idea della politica. La contrapposizione era tra chi pensa che disegni e accordi stipulati a Roma a prescindere dagli interessi e dal governo di un determinato territorio che guardano al “dopo” e all’”oltre” sia la vera e alta politica sul cui altare immolare tutto o quasi.
E chi, invece, ritiene che alleanze e coalizioni hanno un senso, che la politica ha un senso solo se sono al servizio della comunità e rappresentano una idea di società. Nichi Vendola ha dimostrato che i cittadini di quella punta estrema del territorio italiano siano assai più consapevoli e maturi di quanto ci si aspettasse. Innanzitutto nell’epoca del disincanto e dell’allontanamento dal palazzo hanno espresso un enorme voglia di partecipazione e di voler contare. E poi determinati, hanno scelto chi ha dimostrato di avere una idea di Puglia e di lavorare per costruirla tenacemente e contro poteri forti e interessi consolidati.
Da quella terra è arrivata davvero una buona notizia. E’ possibile cambiare, è possibile costruire un futuro diverso. E’ possibile affermare che l’acqua è un bene pubblico da sottrarre al profitto. È possibile pensare che l’aria che si respira deve dare vita e non malattia e imporre all’Ilva di non avvelenare chi le vive intorno, è possibile che il lavoro sia un diritto e non una chimera irraggiungibile, è possibile affermare che walfare e diritti siano di uomini e donne e non della famiglia, è possibile……..
Sarà ancora possibile, però, se a marzo si vincerà la scommessa forse più difficile: battere il centro destra. Ed allora il gioco comincia oggi. Bene ha fatto Vendola a scrutinio ancora non terminato a mettersi al servizio dell’intero centrosinistra. Bene a fatto Boccia a ragionare di ciò che occorre fare.
Ma ora tocca a ciascuno di noi. Tocca a noi dimostrare che la buona politica può vincere pure contro il centro destro. Oggi e anche domani.
http://www.sinistra-democratica.it/ha-vinto-la-buona-politica
Sabato 23 gennaio assemblea provinciale a Pescara con Umberto Guidoni
Care compagne e cari compagni,
SABATO 23 GENNAIO alle ore 15,00
presso la Sala Commissioni del Comune di Pescara
(accanto all’Aula Consiliare)
si terrà l’Assemblea provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà
con il seguente o.d.g.:
· Proposte e prospettive di Sinistra Ecologia e Libertà.
· Alleanze e candidati per le elezioni provinciali dell’Aquila e per le elezioni comunali di Chieti.
· Nomina dei coordinamenti provinciali e dei coordinatori provinciali.
Hanno diritto a partecipare tutti gli iscritti (vi ricordo che ci si può iscrivere anche nel corso dei lavori della Assemblea).
Concluderà l’Assemblea il compagno Umberto Guidoni del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà.
Rivolgo a tutti voi un appello per assicurare la più larga partecipazione all’appuntamento e per incrementare il numero degli iscritti a Sinistra Ecologia e Libertà dell’Abruzzo.
Un caro saluto.
IL COORDINATORE REGIONALE
Gianni Melilla
P.S.: oggi pomeriggio il Procuratore della Repubblica di Bari ha affermato che Nichi Vendola non è iscritto nel registro degli indagati della Procura del capoluogo pugliese per concussione.
La notizia si era diffusa ieri sera, a soli cinque giorni dalle primarie che si svolgeranno domenica 24 gennaio.
Le parole del Procuratore mettono la parola ‘fine’ a tutte una serie di false notizie e conseguenti strumentalizzazioni miranti all’inquinamento della lotta politica per screditare la figura del Presidente della Regione Puglia.
“Via Berlinguer onore per Penne”
Articolo tratto dal quotidiano Il Centro di domenica 10 gennaio 2010
«Intitolare una via a Enrico Berlinguer è un riconoscimento che onora chi lo propone e l’intera città di Penne». Per Remo Gaspari , leone della politica italiana e storico esponente della Democrazia cristiana non ci sono dubbi: quello che sta accadendo a Penne in questi giorni «è una cosa sbagliata». La polemica si è accesa quando, nell’ultimo consiglio comunale, è stata ritirata su richiesta del Pd la mozione presentata da Sinistra democratica, che chiedeva di intitolare una via o una piazza della città a Berlinguer, in occasione dei 25 anni dalla scomparsa del leader del Pci. Alcuni consiglieri del Pd, tra i quali l’ex sindaco della Margherita Paolo Fornarola , hanno chiesto il ritiro della mozione «per evitare divisioni politiche sulla scelta della toponomastica cittadina». Il sindaco, Donato Di Marcoberardino , ha annunciato all’assise che porterà in aula proposte alternative. «Sono profondamente amareggiato» ha detto Giorgio Masciovecchio , uomo della scorta di Berlinguer dal ’72 al 1984, «a me non risulta che l’idea di intitolare una piazza o una via a Berlinguer abbia mai suscitato divisioni altrove, come pure non è mai accaduto per Aldo Moro . Mi sono sforzato di capirlo, ma probabilmente chi ha deciso di mettersi contro una tale proposta lo ha fatto per farsi pubblicità perché magari è stato un po’ ignorato nel panorama politico. Altrimenti non mi spiego perché». Si tratta di «una cosa folle» per Masciovecchio che, come presidente dell’associazione «Dagli Appennini alle Onde», ha da poco organizzato una mostra fotografica di respiro nazionale, ospitata a Pescara all’ex Aurum, sul leader del Pci: «Questo evento ha avuto più di duemila presenze, moltissimi i ragazzi, che magari hanno poco da spartire con gli ideali di Berlinguer, ma ne condividono il messaggio. Il presidente della Repubblica ha voluto rendere omaggio all’iniziativa e alla figura di Berlinguer con una targa e i presidenti di Senato e Camera ci hanno dato il patrocinio: questo a dimostrazione del valore dell’uomo politico e della sua capacità di superare gli schieramenti». Tante le reazioni, soprattutto dopo il paragone con la proposta di intitolare vie al leader socialista Bettino Craxi o ad altri esponenti politici. «Ritengo che sia una vergogna», ha detto Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista, «perché Berlinguer non è mai stato accusato di tangenti, né ha mai dato vita a una dittatura come ha fatto Mussolini, anzi ha anticipato la questione morale. Quello che sta accadendo a Penne mi sembra il segno dell’involuzione culturale del Pd, ed è triste che questo avvenga proprio nel paese di Attilio Esposto , intellettuale e dirigente del Pci, scomparso da due anni». «Se oggi a Milano pensano di intitolare una via a Craxi, come si può pensare di non farlo nei confronti di Berlinguer, che non è mai stato giudicato da un tribunale per fatti penali, né è mai scappato dall’Italia» ha detto con forza Nevio Felicetti , ex senatore del Pci, «Berlinguer è stato uno degli uomini politici che più coerentemente si è battuto per i diritti dei lavoratori, e perché la società italiana si sviluppasse su basi di giustizia, libertà e pace, e tutto questo gli è stato sempre riconosciuto». Poi Felicetti ha raccontato che circa un anno fa, a Pescara, durante una rappresentazione teatrale, «di quelle frequentate dalla borghesia cittadina, mediamente tutt’altro che di idee comuniste», quando la protagonista, l’attrice Mariangela Melato , ha ricordato Berlinguer «dalla platea si è sollevato un applauso fragoroso, proprio perché lui è stato un esempio per tutti, tanto da essere considerato da più parti, un rappresentante dell’Italia migliore». E di ricordi ha parlato anche Gaspari: «Ho conosciuto Berlinguer e sono stato suo amico, quando insieme abbiamo avuto l’occasione di lavorare per l’Italia. E ha sempre confermato il giudizio che io avevo di lui: quello di un uomo concreto, onesto, pulito, che faceva le sue scelte prescindendo dal comunismo internazionale. L’amore per la patria e l’interesse per gli italiani, in lui non erano subordinati all’ideologia». (Melissa Di Sano)
“Berlinguer non può dividere”. Polemica sull’intitolazione.
Articolo tratto dal quotidiano “Il Centro” del 9 gennaio 2010
Al sindaco di Loreto, Bruno Passeri , ex dirigente del Pci, gli viene «la pelle d’oca», assicura commosso, quando si parla della figura di Berlinguer: «Il suo nome non divide, bensì unisce i pensieri», osserva secco l’ex assessore regionale commentando la discussione che si è aperta nel consiglio comunale di Penne sulla scelta, rinviata, di intitolare una via allo storico leader del Partito comunista nel 25ennale della scomparsa. «E’ stato un uomo che ha generato valori limpidi e importanti, come la questione morale, i quali non possono diventare frutto di una mozione consiliare: Penne non deve commettere questi errori». Il dibattito sul rinvio della mozione presentata da Sd in consiglio per l’intitolazione si è arricchito di nuove posizioni e, soprattutto, non è passata inosservata. «Non è stato capito il senso della mozione», spiega il capogruppo di Sd, Guglielmo Di Paolo , «con questo atto chiedevamo al sindaco e alla giunta di individuare le forme per intitolare una piazza o una via a Enrico Berliguer non di votare una delibera definitiva», chiarisce. «Il sindaco, accettando questo rinvio, si è assunto un impegno importante su cui vigileremo, perché la figura di Berlinguer non deve essere assolutamente macchiata». Diversa la posizione del Pd, che giudica positiva la proposta del sindaco Donato Di Marcoberardino : «Il primo cittadino ha fatto bene a proporre il ritiro della mozione», afferma il segretario, Gabriele Vellante , che aggiunge: «Ora abbiamo più tempo per individuare una strada o una piazza idonea a essere intitolata a Berlinguer». Quanto alla posizione del consigliere Paolo Fornarola - che ha insistito sulla necessità di individuare nomi, magari di personaggi locali, «che uniscano» configurando polemiche su una ipotetica proposta Craxi - Vellante chiarisce: «E’ legittima, perché in passato è stato assunto un criterio chiaro e ben definito che ha portato a intitolare vie e piazze a personaggi illustri della storia di Penne». Insomma Vellante tende a gettare acqua sul fuoco della polemica. Di Marcoberardino si è impegnato ad individuare entro gennaio, attraverso l’ufficio competente, piazze o vie da denominare. La delibera con i nomi, però, sarà prima portata in conferenza dei capigruppo e poi in consiglio. (Gilberto Petrucci)
Assemblea provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà sabato 23 gennaio
L’Assemblea di Roma del 19 e 20 dicembre scorsi ha aperto la fase costituente di Sinistra Ecologia e Liberta’ (Sel). Costituito il coordinamento nazionale composto da 32 persone, tra cui l’abruzzese Betty Leone. Nichi Vendola Portavoce nazionale, Fabio Mussi presidente del comitato scientifico. L’assemblea regionale svoltasi lo scorso 12 dicembre a Pescara aveva gia’ nominato Gianni Melilla Coordinatore regionale. Per la fine di gennaio, inizio febbraio 2010 abbiamo pensato di promuovere iniziative a L’Aquila con un seminario sulla ricostruzione della citta’; a Pescara, Teramo e Chieti con assemblee sui problemi sociali e del mondo del lavoro. Per le prossime elezioni amministrative vogliamo presentare nostre liste sia per le comunali di Chieti sia per le provinciali dell’Aquila, dando ai coordinamenti provinciali la scelta delle candidature, delle alleanze e dei programmi. Abbiamo inoltre convocato quattro assemblee provinciali (a L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo) per sabato 23 gennaio per costituire i coordinamenti provinciali di Sinistra Ecologia e Liberta’ ed eleggere i coordinatori provinciali.
Approvata dal consiglio comunale di Penne la mozione sul testamento biologico
Dopo Pisa, Firenze, Torino, Genova ed altri municipi, anche il consiglio comunale di Penne ha approvato l’istituzione del registro del testamento biologico promossa a livello nazionale da Sinistra Ecologia e Libertà. A seguito di una lunga ed articolata discussione, la mozione proposta dai consiglieri Guglielmo Di Paolo e Matteo Tresca del gruppo di Sinistra Democratica e dall’assessore Andrea Marrone è stata votata da 10 consiglieri su 14 presenti in aula. Sull’esempio di altre città nelle quali il registro è stato già attuato, anche a Penne sarà possibile esprimere le proprie volontà sul fine vita in una busta chiusa e sigillata che verrà conservata, nel massimo rispetto della privacy, dagli uffici comunali. Nel corso della seduta è stata più volte ribadita l’importanza che l’approvazione di queste mozioni da parte dei comuni possa costituire una voce dal basso, non evocata in modo pretestuoso, al fine di portare al cambiamento del quadro normativo nazionale che attualmente si presenta lacunoso. La delibera ha visto il voto contrario del consigliere Paolo Fornarola (PD), mentre si sono astenuti i consiglieri D’Angelo (Unione per Penne), Di Simone (Alleanza per Penne) ed Evangelista Giuliano (PD). Il sindaco Donato Di Marcoberardino ha votato favorevolmente. “Siamo molto soddisfatti – ha commentato Guglielmo Di Paolo – perché il consiglio comunale di Penne, credo per primo in Abruzzo, si sia pronunciato affermando la laicità delle istituzioni, finalizzata a tenere separate le convinzioni religiose dai doveri di uno stato laico”.
“Oggi partiamo”: Nichi Vendola eletto portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà
‘Oggi partiamo’. Nichi Vendola conclude con queste due parole l’intervento all’Assemblea costituente di Sinistra Ecologia e Libertà. Il governatore della Puglia ribadisce che Sel ’si colloca nel centrosinistra’ e che lavorera’ perche’ ’si possa realizzare una estensione dell’alternativa’ capace di ‘allargare le crepe e le contraddizioni del blocco di consenso al governo delle destre’.
Nel lungo intervento, Vendola critica l’esecutivo definendo l’azione del governo Berlusconi una sorta di ‘fascismo moderno’. Affronta poi i temi dell’ecologia, con la promessa, fra l’altro, di opporsi ‘con le unghie e con i denti’ alla prospettiva del nucleare.
Il governatore pugliese esprimere forti preoccupazioni sul futuro non solo del Paese ma di tutto il continente definendo l’Europa sempre piu’ prigioniera di fantasmi razzisti. Qui ricorda l’iniziativa della Lega ‘White Christmas’, una ‘natalizia colonna sonora’ di ‘pulizia etnica’.
Alla fine della mattinata Nichi Vendola è stato eletto portavoce di SeL.
L’assemblea ha inoltre eletto Fabio Mussi presidente del Comitato scientifico. Il Coordinamento nazionale (l’organismo dirigente di Sel) e’ stato eletto con voto palese (contrariamente alle decisioni della vigilia che prevedevano il voto segreto) ed e’ composto di 32 membri.
Il Coordinamento Nazionale di SInistra Ecologia e Libertà
1. BANDOLI Fulvia
2. BOCCHINO Valentina
3. CATIZONE Eva
4. CENTO Paolo
5. CERUTTI Monica
6. CLARK Lisa
7. CREMONESI Chiara
8. DE PETRIS Loredana
9. DEIANA Elettra
10. DI PALMA Dino
11. FARINA Daniele
12. FAVA Claudio
13. FERRARA Ciccio
14. FRATOIANNI Nicola
15. FUMAGALLI Marco
16. FURFARO Marco
17. GUIDONI Umberto
18. LEONE Betty
19. MATTIOLI Gianni
20. MIGLIORE Gennaro
21. PALAZZOTTO Erasmo
22. PALMA Mauro
23. PARMENDOLA Mariella
24. PERUGIA Chicca
25. RAGOSTA Michele
26. ROBOTTI Luca
27. SALACONE Simonetta
28. SASSO Alba
29. SCOTTO Arturo
30. SGRENA Giuliana
31. VENDOLA Nichi
32. ZAN Alessandro
ELETTO IL NUOVO COORDINAMENTO DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ ABRUZZO
Gianni Melilla è il nuovo Coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà. E’ stato eletto dall’assemblea regionale degli iscritti tenutasi sabato 12 dicembre 2009 a Pescara presso la sede regionale della CGIL. E’ stato anche eletto il coordinamento regionale del quale fanno parte anche i delegati pennesi Guglielmo Di Paolo e Matteo Tresca. L’assemblea ha nominato Donato Monticelli Tesoriere dell’organizzazione. Sabato 19 e domenica 20 dicembre è in programma a Roma l’Assemblea Nazionale.
Sinistra Ecologia e Libertà: assemblea costituente a Pescara il 12 dicembre
Anche in Abruzzo il percorso di costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà, la cui assemblea costituente si terrà a Roma il 19 e 20 dicembre 2009, sta per giungere al termine e dipenderà solo da noi, dalla nostra forza e da quanta passione riusciremo a metterci, se l’Italia avrà ancora una forza che si richiami alla tradizione della sinistra, di governo e non velleitaria.
In preparazione di questo importante appuntamento il prossimo 12 dicembre faremo un’assemblea costituente regionale a Pescara, presso il salone della CGIL, in via Benedetto Croce 108, ORE 15.30 (Porta Nuova, vicino allo Stadio Adriatico).
Possono partecipare tutti; votano per eleggere i delegati le compagne e i compagni che entro il 12 dicembre si iscriveranno a Sinistra Ecologia e Libertà.
Contiamo anche sulla tua partecipazione per dare vita e sostanza a questo progetto.
Intervento del capogruppo Di Paolo al Consiglio Comunale del 30 novembre 2009
In questi anni abbiamo sostenuto la Giunta e l’amministrazione, abbiamo sempre votato tutti i fondamentali provvedimenti che la maggioranza proponeva, in tanti casi siamo stati parte attiva nel determinarne, segno e qualità nei contenuti, in talune occasioni con la nostra assidua presenza ai lavori del Consiglio abbiamo addirittura garantito il numero legale che altrimenti sarebbe venuto meno a causa del Gruppo più grande, grande anche nelle assenze. In breve: siamo stati alleati seri, responsabili, leali ma con la schiena dritta. Parlano gli atti e le cronache di questi anni.
Poiché ci siamo impegnati con gli elettori ad essere “la sinistra del centrosinistra”, vorremmo ancora tentare una vera politica di dialogo, confronto e proposta prima fra i tanti cittadini che vogliono una connotazione chiara e unitaria delle forze al governo della città, poi con tutta la maggioranza. Crediamo doveroso pertanto esprimere la nostra presenza nella maggioranza attraverso l’attuazione di alcuni punti programmatici a nostro parere “forti” e “di sinistra” quali ZTL nel centro storico, attuazione di politiche ambientali efficaci e produttive di sviluppo, rilancio dell’occupazione, forte attenzione alle temetiche sociali.
Ci sentiamo protagonisti insieme al PD ed alle altre forze del centrosinistra di un progetto di sviluppo della nostra città. Questo deve avvenire oggi ed anche in prospettiva domani quando andremo a discutere sulla costruzione della prossima amministrazione. Per attuare uno scambio proficuo e di crescita condivisa della coalizione il presupposto è il rispetto della nostra forza politica, ciò vuol dire rispetto delle persone ma anche rispetto della dignità politica del movimento.
Sia chiaro, Sinistra Democratica intende portare a termine l’impegno contratto con gli elettori nelle elezioni del 2006, rispettando e pretendendo il rispetto degli accordi della maggioranza, assessore-vicesindaco compreso, senza lasciarsi ammaliare dalle sirene del Pd.
Sinistra Democratica, e speriamo presto Sinistra e Libertà, non è un volo pindarico, un’esperienza allucinatoria, che può sfumare rapidamente come è stato affermato da chi ha lasciato il movimento già da 40 giorni per poi assentarsi dalla scena politica.
Ci corre l’obbligo di ribadire, speriamo per l’ultima volta, che nella attuale giunta c’è chi, solo 9 mesi fa, ha assunto incarichi a nome di Sinistra Democratica. Le ragioni della conferma di Sinistra Democratica in giunta erano già state scritte nel momento stesso della formazione della Giunta. Il progetto era e rimane fondato sull’autonomia politica e culturale del partito. Esiste un patto con gli elettori che porteremo avanti all’interno degli accordi di maggioranza, senza lasciarci ammaliare da una maga Circe di passaggio.
Se si aderisce, come è avvenuto, ad un determinato progetto politico, è legittimo avere dubbi e in seguito cambiare opinione. Ciò che non è ammissibile è “mettere in discussione, il patto con gli elettori, cioè l’impegno a portare avanti le istanze contenute da SD.
A questo proposito riteniamo giusto da parte del Gruppo che io rappresento sottolineare il comportamento politico scorretto di Andrea Mmarrone che, alla luce di come si sono svolti i fatti, rappresenta un raggiro messo in atto ai danni del partito, dei candidati che hanno aderito alla Sinistra Democratica e di tutti i cittadini che democraticamente l’hanno sostenuta con il proprio voto, ampiamente ribadito nelle ultime tornate elettorali (Regionali e Provinciali). Al momento questa opportunistica decisione di Andrea Marrone, purtroppo, non permette a Sinistra Democratica di avere una rappresentanza in giunta, comportandone anche l’esclusione diretta dall’attività politico-amministrativa, agevolando chi ha operato per una rimodulazione della Giunta Comunale, senza rispettare l’accordo politico-programmatico ed elettorale di maggio 2006 ed in seguito i successivi accordi politici di gennaio 2009.
Per queste ragioni, ci saremmo aspettati e ci aspettiamo da Marrone che avesse rassegnato a tempo debito le proprie dimissioni, rimettendo le deleghe nelle mani del sindaco e del Partito, permettendo a chi coerentemente si riconosce ancora nei principi e nei valori di Sinistra Democratica di assicurare la legittima rappresentanza del Gruppo nell’organo esecutivo. Ci siamo augurati e ci auguriamo un suo esame di coscienza e un suo ravvedimento operoso, recuperando un minimo di dignità, nel rispetto di quel gruppo di amici che tanto gli hanno dato, continuando legittimamente un suo percorso politico, senza danneggiare coloro che gli hanno permesso di raggiungere un così prestigioso ruolo.
In caso contrario, resti pure immoralmente e impropriamente attaccato alla poltrona, caratterizzando così, il suo ingresso in politica, con un atto degno dei peggiori episodi di trasformismo della vita politica pennese e stia certo che il suo nobile gesto sarà sempre ben ricordato dai cittadini di Penne.
Giova sottolineare che in questo è stato agevolato da un utile attendismo di chi sarebbe stato tenuto a richiamarlo alle proprie responsabilità.
Tali considerazioni derivano anche dalle responsabilità assunte insieme al PD e le altre forze politiche di governo della città, così Sinistra Democratica respinge fortemente ogni tentativo di portarci verso derive residuali.
Ribadiamo di operare per rapporti sempre più coesi all’interno dell’alleanza di centrosinistra, nel più rigoroso rispetto della reciproca autonomia. Questo è il mandato assunto e questo è l’impegno a fondamento di una sinistra pennese, responsabile e seria.
Mi aspetto e ci aspettiamo rispetto perche’ noi siamo un partito serio e se si parla di Penne, di riforme, di esigenze di governo di questo paese, noi ci siamo. Se si ritiene di discutere con noi in consiglio di qualcosa di utile per il paese, si chiami ZTL, ambiente, comunicazione, piano commercio, si chiami questione economica e sociale, lo faremo tranquillamente. Siamo sicuri delle nostre idee. Se si intendono invece sollevare anatemi per non discutere di niente, noi non ci stiamo!
Pensiamo che l’Idv abbia tutto il diritto ad essere rappresentati nell’esecutivo e apprezzamo il gesto compiuto dal loro rappresentante affinché si potesse uscire rafforzati come maggioranza dalla situazione creatasi.
Pensiamo altresì di reagire, di fronte ai fatti politici che accadono, come abbiamo sempre reagito, continuando a lavorare. Nella nostra cultura e nella nostra moralità non esistono mai passi indietro, esistono passi in avanti. Crediamo davvero che in questi due mesi abbiamo subito un tentativo pesante di sfregio politico, ma pensiamo anche che questo tentativo sia stato fatto in maniera talmente maldestra e talmente volgare che riteniamo di poter anadre avanti in tutta serenità. Forse qualcuno pensava di organizzare un poligono di tiro attorno alla sinistra.
Nulla ha valore se i nostri atti sono falsità, convenienza, ipocrisia. E’ di tutto ciò che la politica si deve liberare, ripulire. E allora affrontiamo questo momento con determinazione e coraggio. Non permettiamo a nessuno, per i loro piccoli calcoli, di rubare a Penne il futuro della sinistra, di Sinistra e Libertà.
Per noi il Sindaco non può non tener conto della volontà di tutte le forze politiche. La politica non può essere sopraffatta dai capricci. Per noi quanto sottoscritto 9 mesi fa ha assoluta valenza e rappresenta un punto di arrivo, nemmeno di partenza. Facciamo la scelta di assentarci da questa votazione anche perchè volgliamo rimarcare l’assenza in Consiglio Comunale, al momento del voto sull’assestamento di bilancio, di ben 3 consiglieri su 8 del Pd, quindi ben oltre il 35 per cento dei componenti del Gruppo consiliare, ma nel merito non abbiamo difficoltà a votare la delibera proposta.
Il Pd e tutta la maggioranza hanno il dovere di assumersi sempre, in pieno, le proprie responsabilità e di agire nel rispetto degli elettori e nel rispetto dei partiti con estrema lealtà politica.
Fava, Sinistra e Libertà: adesso dipende solo da noi
Duole che il Partito socialista abbia deciso di abbandonare (temporaneamente, speriamo) il progetto di Sinistra, Ecologia e Libertà e di andare con il proprio simbolo e con proprie liste alle regionali di marzo. Duole e c’interroga tutti: ma non sarà una ragione per mettere da parte il progetto nel quale siamo tutti impegnati. Per un motivo elementare: quel progetto non è più solo nostro, appartiene a un milione di donne e uomini che ci hanno votato alle europee, alle migliaia di amici che ci hanno offerto la loro adesione, alle compagne e ai compagni che hanno aperto in questi mesi circoli di Sinistra, Ecologia e Libertà in tutto il paese. Dico di più, questo progetto appartiene all’Italia, a un paese orfano di buona politica, all’urgenza di rimettere in campo una nuova sinistra italiana.
Certo, ai soci fondatori, ai partiti e alle forze politiche che hanno promosso Sinistra e Libertà appartiene – nelle forme di un rogito notarile – la disponibilità di un simbolo. Ma qui non di simboli si parla bensì di un’idea, di un progetto che potrà darsi forme e segni diversi ma che resta la ragione civile e culturale della nostra sfida. Dispiace che i socialisti abbiano scelto un’altra strada, e che il nuovo gruppo dirigente dei Verdi sia impegnato a ricostruire il perimetro della propria identità. Dispiace, ma qui è d’altro che parliamo. E sarebbe ingenuo confondere lo spirito di una missione politica con i segni grafici che lo raccontano.
Il progetto di Sinistra, Ecologia e Libertà non solo non è morto, come annunciano talune prefiche, ma ha in sé ancor più ragioni e urgenza per guardare avanti. L’unica cosa che è nella nostra disponibilità è dichiararci inadeguati a questo progetto. Farci da parte. Aspettare che altri raccolgano questa sfida. Ma nessuno, ripeto: nessuno ha il diritto di ammainare una bandiera che appartiene ormai alla coscienza del paese e alla militanza di migliaia di donne e uomini che, sotto questa bandiera, hanno ritrovato le ragioni della propria passione politica.
Per quanto mi riguarda, per quanto riguarda le compagne e i compagni di Sinistra Democratica, noi andiamo avanti. Senza scorciatoie politiciste. Senza puntare all’invenzione di piccoli partiti di testimonianza. Senza cercare rifugio in una sinistra residuale, antagonista, minima. Andiamo avanti per rilanciare il progetto originario e per fare dell’assemblea nazionale del 19 e del 20 dicembre anzitutto un’occasione per produrre democrazia, partecipazione e politica. Sarà quello il momento per offrire al paese il nostro punto di vista e la nostra proposta. Se riusciremo a ricondurre Sinistra, Ecologia e Libertà sul terreno della politica, come stiamo facendo in questi giorni (l’adesione – con nostri contenuti . alla manifestazione del 5 dicembre, la collaborazione avviata con il Forum dell’acqua, il sostegno alla vertenza della Cgil università per l’11 dicembre…), non ci sarà defezione che potrà togliere forza a questo percorso. Se poi qualcuno vorrà fermarsi o tornare indietro, se preferirà cercare facili approdi in altri porti, lo faccia. Ma sarà una scelta sua, e basta. Perché Sinistra, Ecologia e Libertà va avanti.
Claudio Fava
Lettera di Claudio Fava a Roberto Saviano
Caro Saviano, due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilità a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non è stato uno sgarbo né una forzatura ma una necessità civile. Perché a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione. Chiamata stavolta a decidere di sé stessa: se pensa cioè di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verità e di memoria, dall’impunità che s’è fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si è ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose.
Il candidato che la destra quasi certamente presenterà si chiama Nicola Cosentino, sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del PDL in Campania e “uomo a disposizione dei Casalesi”, secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli. Falso, dice Cosentino. Vero, dicono i suoi accusatori. Possibile, dicono i giudici che l’hanno iscritto nel registro degli indagati. Chiunque al posto suo avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto così lacerante. Chiunque: non Cosentino. Che continua a fare il sottosegretario e oggi si candida a governare la sua regione. Io c’ho i voti, fa sapere: e noi gli crediamo. Peccato che i voti da soli non bastino per restituire limpidezza alle storie degli uomini.
Che si fa, dunque, se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purché abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andrà a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti… Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu.
Conosco già la tua obiezione: è stata anche la mia per molti anni: che c’entro io con la politica? Quando ammazzarono mio padre, pensai la stessa cosa: la mia vita è qui, mi dissi, continuare il mestiere suo e mio, scrivere, dire, capire. Perché la scrittura, una scrittura disposta a mettere in fila nomi e fatti, è un impegno civile capace da solo di riempire una vita. Vero. Poi però arrivano momenti della vita in cui capisci che ti tocca far altro. E fare altro, fare di più, a volte vuol dire la fatica della politica, affondare le mani e la vita in questa palude per provare a portarci dentro un po’ d’alito tuo, un po’ della tua storia, un po’ della tua sregolatezza, un po’ dei tuoi sogni. Non inventiamo nulla, caro Saviano. Ci fu una generazione di ragazzi, nel ’43, costretti dalla notte all’alba a improvvisarsi piccoli maestri delle loro vite. Lasciarono le case, le donne, gli studi e per un tempo non breve si presero sulle spalle il mestiere della guerra. Se siamo usciti dalla notte di quella barbarie, lo dobbiamo anche a loro.
Anche questo è un tempo in cui occorre trovare il coraggio e la spudoratezza di fare altro. Di inventarsi altre vite. E di misurarsi con mestieri malati, com’è quello della politica. So che adesso qualcuno s’imbizzarrirà: che c’entra la resistenza con la lotta alle mafie? Che centrano i nazisti? Che c’entra Casal di Principe? Io invece credo che tu capisca. In gioco è il diritto di chiamarci ancora nazione. Quel diritto oggi passa da Napoli, dalle cose che diremo, dalle scelte che faremo. O dai silenzi in cui precipiteremo.
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