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GLI SMEMOCRATICI PENNESI E LA ZTL
Il sindaco Rocco D’Alfonso ed il consigliere Giancarlo Malachi dimenticano che il Partito Democratico di Penne ha amministrato ininterrotamente almeno sin dal 2007 la nostra Città con il gruppo consiliare composto da ben nove elementi tra cui l’ex sindaco Donato Di Marcoberardino, l’ex capogruppo ed attuale Presidente del Consiglio Comunale Gabriele Vellante, l’attuale assessore Ennio Napoletano e l’ex assessore oggi consigliere comunale Gabriele Pasqualone. Un partito senza memoria non ha futuro. Gli attuali amministratori guidati dal neo-sindaco tentano maldestramente di scaricare le loro beghe interne sull’opposizione ed in particolare su SEL che, invece, in tutti questi anni (prima come Sinistra Democratica, poi come Sinistra Ecologia e Libertà ed oggi come PenneSì in Consiglio Comunale insieme ad altre forze politiche) ha sempre coerentemente chiesto e proposto l’istituzione della ZTL nel centro storico, pur non avendo propri rappresentanti nella giunta Di Marcoberardino, ma solo un consigliere delegato ed il Presidente del Consiglio Comunale.
Oltre ad essere smemorati, gli attuali amministratori comunali del PD pennese sono anche dei veri mistificatori: chi vive a Penne sa che la ZTL non c’è, semplicemente non esiste! L’adozione del provvedimento di limitazione della circolazione delle auto dalle ore 8 alle 10 del mattino e dalle 14 alle 17 del pomeriggio è soltanto un palliativo utile forse a fare propaganda, mentre il centro storico sta morendo.
Capiamo le ragioni del sindacato della Confesercenti che ha il dovere di ascoltare una categoria, quella dei commercianti, ma noi come forza politica rappresentiamo le ragioni di una città ed abbiamo il dovere di tutelare tutti i cittadini: i liberi professionisti, i bambini, gli artigiani, i residenti, che non ci pare che siano stati sentiti prima dell’adozione e della rettifica del provvedimento. Dobbiamo tutelare il nostro centro storico dagli abusi al pari di tutto il territorio, del paesaggio e della Riserva Naturale. Assistiamo ogni giorno al deterioramento della pavimentazione che necessita di continua manutenzione a causa del flusso continuo delle automobili con grave nocumento alle casse comunali. E poi ci chiediamo quali dati siano stati raccolti e valutati dall’amministrazione comunale in questa fase da loro definita “sperimentale”.
L’adozione della ZTL va coordinata con tutta una serie di altre iniziative che non sono state prese dall’amministrazione come, ad esempio, la riqualificazione dell’arredo urbano, il recupero e riuso degli edifici, gli sgravi fiscali per i dimoranti, il rifacimento della pavimentazione di piazza Luca da Penne (non ancora viene nominata la commissione giudicatrice del concorso d’idee!!!), il piano parcheggi su cui aveva lavorato tra l’altro l’assessore Pasqualone nella passata amministrazione. Tutto fermo anche in Largo San Francesco dove addirittura ai commercianti è stata imposta un’isola pedonale senza alcuna agevolazione riguardo ad esempio all’occupazione del suolo pubblico o alla Tarsu.
Riguardo, infine, ai riferimenti circa la delega esercitata dall’ex consigliere Guglielmo Di Paolo, è bene ricordare al consigliere Malachi, che nel 2008 fu proposta dal gruppo SEL una ZTL per il centro storico a seguito di una serie di incontri con le diverse categorie e di una raccolta firme da parte dei cittadini, ma a seguito delle gravi indecisioni del Partito Democratico la delega fu restituita al sindaco Di Marcoberardino come documentato da lettera protocollata all’Ente. Inoltre furono adottate, nella passata consiliatura, tutta una serie di misure tra le quali l’esenzione della Tarsu per nuove attività nel centro storico e per coppie giovani residenti all’interno delle mura ed il corso d’inglese per i commercianti.
Circolo SEL Penne - Area Vestina
ZTL a Penne: ennesimo fallimento dell’Amministrazione Comunale
Non sono riusciti a resistere nemmeno dieci giorni! Doveva essere una sperimentazione: ci chiediamo quali dati siano stati rilevati e valutati in così poco tempo. La verità è un’altra: è bastata una raccolta di quaranta firme a far spaventare il sindaco e la giunta comunale. Mettendo da parte gli impegni assunti con la stragrande maggioranza dei cittadini che sono favorevoli ad un centro storico a traffico limitato.
Pensavamo ad una città che si avvicinava a Reggio Emilia come organizzazione della viabilità urbana ed invece ci stiamo allontanando dal 90% delle città italiane ed europee.
Ci auguravamo che l’Amministrazione Comunale, entrando nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, cogliesse l’opportunità di cambiamento per limitare il traffico nel centro storico, rilanciare l’economia legata al turismo (strutture ricettive, musei) e dotarsi di strumenti urbanistici (piano colore, norme di bioedilizia per il recupero e riuso degli edifici, ecc.
Per noi lo stop al traffico non deve essere occasionale, la chiusura per un periodo limitato di tempo è un’azione ancora troppo debole.
Restiamo convinti che la valorizzazione del centro storico vada accompagnata da una serie di misure: riduzioni fiscali per gli esercenti che organizzano spettacoli o mettono fuori i loro tavolini, limitazione del traffico veicolare, esenzione Tarsu per nuove attività, agevolazioni per acquisto prima casa o affitto per coppie che decidono di dimorarvi, forme incentivanti per il recupero e riuso degli edifici.
Noi fatichiamo a comprendere l’idea di fondo che guida le scelte dell’attuale maggioranza. Che città si vuol provare a realizzare? Vogliamo una Penne più accogliente ed aperta a favorire una economia basata sul turismo? Vogliamo valorizzare le ricchezze della nostra storia, del nostro territorio, della nostra cultura?
Come coordinatore di SEL Penne ed Area Vestina— sento il dovere di rappresentare anche il punto di vista di quei cittadini che vorrebbero fare shopping e vivere il centro in tranquillità. Invece sono spesso costretti a scappare per il traffico, per l’inquinamento eccessivo e per la mancanza di sicurezza nelle strade del centro dovuto all’inisuale sovraccarico veicolare, tra l’altro si nota già un deterioramento della pavimentazione appena realizzata.
Alla luce dei risultati credo che questa scelta abbia penalizzato tutti, commercianti compresi, perché sono tutti arrabbiati, specie i cittadini che vivono il centro da residenti e da pedoni. Dopotutto, un sondaggio fatto da SEL ha evidenziato che il 90% di cittadini è favorevole alla Ztl da traformare in Isola Pedonale. Ed è innegabile il bisogno di avere un centro vivibile, non più prigioniero del caos della viabilità!
La Confesercenti, per esempio, avrebbe fatto bene a sentire i propri iscritti sul territorio prima di esprimere opinioni prive di senso se rapportate alla nostra città.
A questo punto noi di SEL chiediamo le dimissioni immediate del Consigliere delegato al Commercio Malachi che in 6 mesi è riuscito a produrre in quel settore solo una enorme confusione a danno di chi avrebbe voluto una progettualità seria per la nostra Città.
SEL Penne – Guglielmo Di Paolo
Melilla (SEL): il nuovo Ulivo ed il rapporto con l’UDC
икони цениEgregio Direttore, non sbaglia quando scrive che la percezione che i cittadini hanno della crisi sociale ed economica è radicalmente diversa da quella di chi governa l’Abruzzo . Le statistiche come del resto le Agenzie Internazionali arrivano dopo che la realtà ha prodotto i traumi sociali della disoccupazione e della precarizzazione del lavoro e della vita.
L’Abruzzo è declassificato non dalle Agenzie americane, ma dalla realtà del lavoro che perde tutele e diventa merce povera, arrivando all’estremo di Barletta dove il lavoro nero e sottopagato diventa ammortizzatore sociale, sopravvivenza, surrogato di un welfare che dimentica i giovani e le fasce sociali più emarginate. Dinanzi al terremoto sociale che viviamo, il centrosinistra non può limitarsi a cavalcare i movimenti o a predicare rivolte disperate. Deve avere il coraggio di unirsi su contenuti, idee,pensieri lunghi direbbe Enrico Berlinguer per costruire il nuovo Ulivo, aggiornando le speranze suscitate da Romano Prodi quando vinse le elezioni tanti anni fa.Per questo dobbiamo tutti guardare con occhi nuovi al futuro dell’Abruzzo così mortificato dal fallimento della esperienza di governo di Chiodi.
Una premessa doverosa: tutti i sondaggi danno in vantaggio il centrosinistra(PD,IDV,SEL ed altre forze di sinistra) sul centrodestra sia nella versione di tre poli distinti ( CS, CD, Terzo polo), che di due poli (ovviamente il CS con il terzo polo prevale nettamente, ma anche il CS contro il CD alleato con il terzo polo è lo stesso in vantaggio).
Dunque sarebbe estremamente miope disperdere l’unità della coalizione del centrosinistra fotografata a VASTO tra PD, SEL e IDV alla ricerca di difficili e non scontate alleanze sostitutive dell’attuale centrosinistra tra PD e UDC.
Occorre cioè partire dall’attuale possibile e vincente coalizione tra PD SEL e IDV per cercare di allargare l’alleanza ad altre forze sia politiche che civiche, associative e sociali come i vari movimenti che in questi mesi hanno riempito le piazze ( le donne di SE NON ORA QUANDO, la cittadinanza attiva di LIBERTA E GIUSTIZIA, i movimenti studenteschi, dei lavoratori,e per la libertà dell’informazione e l’indipendenza della magistratura).
Dobbiamo avere la capacità di andare ben oltre lo steccato dell’attuale centrosinistra per allargare significativamente il nostro perimetro politico e sociale. Non dobbiamo esaurire questo sforzo doveroso nella sola ricerca dell’alleanza con l’UDC tenendo conto che in Abruzzo essa è molto problematica. L’abbiamo visto alle recenti elezioni comunali dove in tutte le città più importanti l’UDC si è alleata sin dal primo turno con il PDL e purtroppo lo registriamo nei 4 governi provinciali dove l’UDC è in maggioranza con il PDL e si piega anche ai ricatti più vergognosi come la cacciata dalla giunta provinciale di Chieti dell’unico assessore del FLI,partito che a livello nazionale compone insieme all’UDC il terzo polo.
La recente intervista di De Laurentis, autorevole dirigente dell’UDC, esprime giudizi sul fallimento politico della Giunta Regionale Chiodi che segnano una importante novità e ci auguriamo che su di essi rifletta l’insieme dell’UDC abruzzese rivedendo la sua collocazione politica a partire dalle prossime elezioni comunali. Sarebbe già interessante in Abruzzo un allineamento nazionale con L’UDC di Casini che è saldamente collocata alla opposizione del governo Berlusconi, in una posizione di terzo polo autonomo sia dal centrodestra che dal centrosinistra. E del resto l’UDC in Consiglio Regionale è collocata all’opposizione della Giunta Chiodi.Per questo guardiamo con grande rispetto alle scelte e al dibattito interno all’UDC abruzzese che è parte peraltro di quello più ampio che svolge a livello nazionale Casini nel tentativo di archiviare finalmente il governo Berlusconi.
Sinistra Ecologia e Libertà non ha mai posto pregiudiziali nei confronti di nessuna forza di centro o di sinistra collocata naturalmente alla opposizione del regime berlusconiano, nè ovviamente può accettare pregiudiziali nei suoi confronti. Per questo partecipiamo con grande spirito unitario alla costruzione di una grande e vincente coalizione di centrosinistra su un programma condiviso perchè alla fine la cosa che conta sono le idee, i contenuti, le cose da fare per assicurare attraverso il governo i cambiamenti necessari alla società abruzzese. Così come fondamentale è il tema della partecipazione della cittadinanza attiva alle scelte del programma di governo e delle leadership del centrosinistra abruzzese. Le Primarie per la scelta dei candidati Sindaci alle prossime elezioni di primavera, a partire dal capoluogo regionale L’Aquila, sono uno strumento importante di partecipazione e di costruzione di una coalizione vincente di centrosinistra.
Sinistra Ecologia e Libertà è impegnata con tutte le sue forze per allargare i confini del centrosinistra nella consapevolezza che vi sono praterie di sfiducia e di disincanto che possono rifugiarsi nell’antipolitica e nell’astensionismo se dovesse prevalere una vecchia visione della politica autoreferenziale e distaccata dai movimenti e dagli orientamenti della pubblica opinione.
Il lavoro che ci attende è quindi molto complesso e va in tante direzioni: da quella verso i partiti a quella verso i movimenti e la società civile. L’importante è che prevalga il rispetto verso le nostre diverse sensibilità per raggiungere insieme l’obiettivo di una alternativa concreta e di governo per l’Abruzzo.
Dichiarazione di voto di Matteo Tresca sul bilancio 2011
Voto contrario per le motivazioni che ho in parte già illustrato durante la discussione e che provo meglio a precisare con questo intervento.
Innanzitutto ringrazio il Responsabile dell’Ufficio Finanziario, il Sindaco, la Giunta, l’Assessore Di Luca per aver accolto tre Emendamenti presentati in occasione della precedente proposta di Delibera, e poi ritirata, e in questa occasione.
Il contributo di 5.000 euro destinato al Premio Penne, il capitolo di 3.000 euro per il wi-fi pubblico e quell’altro capitolo di 1.000 euro per cooperazione ed integrazione.
Sono segnali importanti verso la strada del cambiamento che PenneSì ha contribuito ad rendere concreti, piccole scelte che nel contesto socio-economico in cui ci troviamo aprono prospettive interessanti.
Al di la delle polemiche, piccole scelte che dimostrano anche la capacità della Maggioranza di recepire le indicazioni che vengono dalle Minoranze.
Il consiglio che rivolgo al Sindaco, ai Consiglieri di Maggioranza di Per Penne è di farlo più spesso accogliendo quello spirito di chi agisce nell’esclusivo interesse della città.
Tuttavia devo dire che questi Emendamenti sono dei granelli di sabbia in mezzo al mare, va peraltro precisato che sono state accolte le proposte solo dal lato della spesa mentre per quanto riguarda le risorse da impiegare, almeno per quanto riguarda i primi due, si è deciso di intervenire in riduzione solo sullo stipendio del Segretario Comunale e non tagliando le altre voci di spesa da noi indicate.
Quello che noi di PenneSì fatichiamo a comprendere più in generale sul Bilancio è l’idea di fondo che guida le scelte dell’attuale Maggioranza, cioè che idea di città si vuole provare a realizzare, vogliamo una Penne più accogliente ed aperta a favorire una economia basata sul turismo? Vogliamo valorizzare le ricchezze della nostra storia, del nostro territorio, della nostra cultura?
Allora il Bilancio va orientato con decisione verso questa prospettiva, vanno assunte decisioni nette sotto questo punto di vista, la timidezza con la quale questa Amministrazione nei suoi primi 100 giorni ha affrontato il tema della viabilità all’interno del centro storico lascia perplessi.
Vengono convocati ad un incontro solo gli operatori commerciali ai quali si propone la chiusura limitata alle ore serali, dalle ore 20 alle ore 23, non vengono coinvolti i residenti, i liberi professionisti, le associazioni cittadine, non si tiene in considerazione della posizione più volte espressa da partiti e singoli cittadini di istituire zone pedonali durante l’intera giornata come avviene in tantissimi centri più grandi di Penne.
Stessa cosa per quanto concerne la funzione della P.zza Luca da Penne, se non si ha un’idea chiara della destinazione di uno spazio vitale della nostra città come possiamo demandare a dei tecnici la scelta del progetto per la sua sistemazione?
Analogo discorso per Largo S. Francesco e aggiungo anche per l’area belvedere che per gran parte della giornata è utilizzata come parcheggio.
L’Amministrazione ha deciso di confermare le tariffe per l’ICI anche per questa annualità senza una adeguata riflessione su forme incentivanti per coloro che decidono di dimorare all’interno delle mura del centro storico.
Il problema dei parcheggi o dei box da riservare ai residenti non trova particolare attenzione da parte dell’Amministrazione.
Si insiste con la politica delle scelte quotidiane giorno per giorno facendo quadrare i conti con l’aumento della TARSU e una previsione di maggiori entrate mediante le multe. Davvero poca cosa per chi si aspettava il cambiamento promesso durante l’ultima campagna elettorale.
Ben venga il pagamento dei debiti alla Casa di Riposo, alla Cooperativa Agorà, agli autisti degli scuolabus; ma colgo l’occasione per ricordarvi che vi sono ancora tantissimi microcreditori, quasi tutti di Penne, che attendono da quasi 10 anni di essere soddisfatti e mi riferisco ai debiti fuori Bilancio riconosciuti nel 2007 dalla passata Amministrazione e relativi al periodo 2001-2006, torno a richiedere che venga formalizzato il criterio in base al quale vengono eseguiti i pagamenti per evitare discriminazioni tra crediti di pari rango e per evitare soprattutto favoritismi.
A nostro modo di vedere il criterio cronologico dovrebbe essere quello più giusto, ma occorre chiarezza su quello che è stato già pagato e ciò che resta ancora da pagare con riferimento a quei debiti già riconosciuti.
Come vedete le argomentazioni che portano PenneSì ad esprimere il voto contrario sono prettamente politiche e non tecniche, non potrebbe essere diversamente anche per la stima che nutro nei confronti dei dipendenti del Settore Finanziario che ho avuto modo di conoscere e valutare durante i 5 anni precedenti e sul cui operato, peraltro avallato anche dal Revisore dei Conti, non ritengo di dover eccepire alcunché.
L’unica cosa che mi sento di eccepire rivolgendomi al Sindaco e all’Assessore competente è di sollecitare un più chiaro accertamento ed una effettiva rendicontazione dei residui attivi e passivi ricordando che la verifica è demandata al Bilancio Consuntivo; tuttavia va posta estrema attenzione sugli introiti derivanti dall’utilizzo di beni del patrimonio comunale, andrebbe fatta nel più breve tempo una ricognizione analitica dei locali di proprietà comunale attualmente nella disponibilità di associazioni e gruppi; andrebbe verificato il pagamento dei relativi canoni, delle eventuali utenze, luce, acqua, telefono, cioè il necessario anche in considerazione delle richieste avanzate al Comune da parte di nuovi soggetti come associazioni, partiti politici, comitati che devono essere messi in condizione di avere spazi e luoghi di aggregazione con pari condizioni di accesso.
Un capitolo a parte merita la questione dei rifiuti, di cui abbiamo già parlato, non possiamo continuare a pensare che a Penne la raccolta differenziata sia un lusso che non possiamo permetterci per ragioni finanziarie, non è così, occorre la volontà politica di avviare il percorso che porti anche Penne a livelli adeguati di raccolta differenziata.
In altre realtà l’Amministrazione Comunale prevede uno sconto sulla TARSU per chi pratica il compostaggio domestico con riduzioni che arrivano fino al 20%, con questi provvedimenti i proprietari di piccoli giardini domestici, per esempio, sono invogliati a recuperare le erbacce e le sostanze da scarto in modo da ottenere un’importante riduzione sulla tariffa.
Da noi molto probabilmente questi rifiuti finiscono nel cassonetto della raccolta indifferenziata con notevole aggravio di costi per le tasche dei cittadini.
Alcuni Comuni hanno approvato degli appositi Regolamenti che prevedono il compostaggio domestico con l’attribuzione di compostiere ai nuclei familiari con più di 4 persone, la riduzione della tariffa varia tra il 20 ed il 40% a seconda delle adesioni.
È evidente che il gruppo di PenneSì non può che esprimere il proprio voto contrario al Bilancio di Previsione 2011, tenuto conto della profonda distanza tra quanto contenuto nel documento contabile che viene posto oggi in votazione ed il programma presentato dal nostro gruppo ai cittadini alle ultime elezioni. Grazie.
PenneSì: proposti emendamenti, ma il bilancio è incompleto
Sono stati proposti dal Gruppo PenneSì in Consiglio Comunale sette emendamenti al bilancio di previsione che riguardano: wi-fi pubblico, turismo, cinema, Premio Penne, agricoltura, cooperazione ed integrazione e gruppi d’acquisto solidale. Tuttavia, dall’analisi della documentazione fornita dal Comune, il documento contabile risulta carente per la mancata approvazione del Programma Triennale e dell’Elenco Annuale dei Lavori Pubblici. Di fatto il bilancio, senza l’allegato obbligatorio, è incompleto e come tale suscettibile di annullamento mancando di un elemento essenziale poiché manca uno degli atti fondamentali e programmatici. L’art.172 comma 1 lettera d del T.U. per gli Enti Locali prevede, infatti, tra gli allegati obbligatori il programma triennale dei lavori pubblici di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109.
Dal punto di vista politico, manca un’idea di fondo che possa guidare un percorso nuovo. Lì dove era opportuno invertire la rotta e percorrere la strada del cambiamento si è preferito mantenere immutati gli equilibri. Assistiamo ad una politica priva di una chiara linea di indirizzo e che procede in direzione contraria a quanto sostenuto dal Sindaco in occasione delle recenti consultazioni elettorali. Per comprendere il senso delle scelte compiute in questo Bilancio bastano alcuni esempi. Per sopperire ai minori trasferimenti statali ed agli aumentati costi della spesa sociale si è deciso di intervenire utilizzando tre leve: 1) la leva fiscale: aumento della tassa sui rifiuti per le prime case ed i garages del 46,2%, la tariffa che i cittadini dovranno pagare passa da 1,71 €/mq a 2,50 €/mq. Ciò comporterà, nelle previsioni, un’entrata di circa € 330.000,00 in più rispetto allo scorso anno. Si chiede un grande sforzo alla cittadinanza in quanto si torna ad aumentare la TARSU e lo si fa andando a colpire tutti (la prima casa); 2) un incremento delle contravvenzioni stradali: si passa da una previsione di € 60.000 di introiti ad € 100.000, si prevede peraltro una spesa di circa € 8.000 per l’utilizzo di un carro attrezzi per la rimozione dei veicoli; 3) maggiori utili dalle società partecipate: si passa a circa € 191.000 che il Comune di Penne prevede di incassare con un incremento consistente rispetto al passato. Se si vanno ad analizzare con attenzione alcuni capitoli della spesa ci si rende conto tuttavia che non viene applicato il medesimo rigore. Alcuni esempi:
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capitolo 3001 staff del sindaco: spesa prevista € 11.000;
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capitolo 1045 borghi più belli d’Italia: spesa prevista: € 3.500;
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capitoli 82/81 spese postali: incremento + € 2.883 rispetto allo scorso anno;
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capitolo 1793: contributi alle associazioni sportive: si passa da € 8.000 ad € 12.000;
Crediamo che i 2.533 elettori che hanno sostenuto la lista Per Penne solo 54 giorni fa non si aspettassero un simile risultato, restiamo convinti che quegli elettori si aspettavano il cambiamento promesso durante la campagna elettorale che, purtroppo per Penne, non ci sarà.
Matteo Tresca
(PenneSì)
Intervento di Matteo Tresca in Consiglio Comunale sul Piano Sociale
Il Consiglio Comunale si riunisce in un orario inedito, le ore venti di sera, destinato di solito alla cena impedendo di fatto a molti cittadini di partecipare ai lavori. A parte il discutibile orario, i cittadini sono stati limitati anche dalla totale assenza di pubblicità dell’evento: niente manifesti per le vie cittadine, nessun comunicato stampa sui quotidiani locali, sul sito internet la notizia della convocazione del Consiglio Comunale è apparsa circa alle ore 15 di oggi pomeriggio dopo che la seduta era stata convocata sin da una settimana (venerdì 17 giugno). Data l’importanza del tema si doveva e si poteva fare di più invece di far passare la seduta come una riunione segreta. Poi non ci lamentiamo se c’è scarsa partecipazione alla vita politica! Eppure di argomenti di interesse quest’oggi ne troviamo parecchi: il Piano Sociale infatti rappresenta per la nostra collettività una sorta di Piano Regolatore Generale del Sociale della nostra area.
Passiamo all’analisi del punto all’ordine del giorno.
Preliminarmente dobbiamo evidenziare l’assoluta mancanza di concertazione nella stesura del provvedimento. Non risultano essere stati coinvolti nell’elaborazione del Piano Sociale: il Consiglio Comunale, i sindacati, i partiti, le associazioni di volontariato, le parrocchie, la Caritas, gli enti assistenziali, gli operatori sociali, i medici dell’Utap che pure svolgono una funzione fondamentale nel settore dell’assistenza domiciliare degli anziani e dei minori, la cittadinanza attraverso una opportuna serie di incontri pubblici.
Il Comune di Penne, che in questo Piano dovrebbe recitare un ruolo da protagonista, si trova oggi costretto ad esaminare un piano che lo vincola fino al 2014 in un settore su cui la politica avrebbe il dovere di compiere scelte e di assumersi le proprie responsabilità. Il Comune di Penne avrebbe dovuto rifiutare di subire la logica di accettare il Piano a scatola chiusa senza alcuna possibilità di migliorarlo attraverso emendamenti calibrati sulle reali esigenze del territorio, il sindaco poteva e può ancora chiedere una proroga dei servizi in corso (nelle more della definizione di attuazione delle modalità gestionali definitive) che consenta un serio approfondimento di questo strumento che, lo ricordo, ha validità triennale. Di fronte ad una posizione così forte da parte del Sindaco vedremo se se la sentiranno gli altri Comuni di approvare il Piano così com’è il 27/06 alla conferenza dei Sindaci, senza nemmeno l’adesione delle organizzazioni sindacali! C’è stato un primo incontro ieri sera con le parti sociali? Perchè non sono state convocate prima?
Il Comune di Penne, proprio per il suo ruolo nell’area, ha le maggiori responsabilità. Poteva farsi capofila di una serie di Comuni limitrofi per la gestione del settore sociale: ora come potrà farlo prima del 2014? L’accordo di programma oggi in discussione vincola il Comune di Penne fino al 31.12.2013 rendendo complicata ogni possibile forma di Unione comunale con altri Enti: infatti alcuni dei Comuni che aderiranno all’accordo di programma entreranno a far parte della Comunità Montana della Maiella-Morrone, gli altri resteranno fino al 31.12.2013 legati a questo accordo vincolante per tutte le questioni legate al sociale. Per sciogliere questo vincolo sarebbe necessario che tutti i Comuni entrassero nell’Unione municipale promossa dal Comune di Penne ma ciò sappiamo che non sarà scontato.
Ma veniamo al merito del provvedimento. E qui cominciano i dolori in quanto vediamo materializzarsi plasticamente gli effetti dell’attuazione delle politiche scellerate del governo regionale abruzzese guidato da Gianni Chiodi il cui tratto caratterizzante è la mancanza di risorse causata dai tagli del governo Berlusconi, a cui la Regione Abruzzo non è in grado di far fronte con risorse proprie, che costringe i Comuni a reperire fondi per mantenere i servizi.
I sindacati definiscono questo Piano scadente, il peggior Piano del territorio provinciale, per una serie di validi motivi: la soglia di esenzione è ben sotto gli 8.000 euro di reddito Isee a cui i Comuni dell’ambito si erano impegnati a portarla già dal 2007, a Penne oggi la soglia è ferma a 5.146,00 euro. La Regione ha tagliato pesantemente ma anche i Comuni dell’ambito hanno fatto la loro parte. Nel loro complesso i servizi risultano infatti finanziati con risorse in diminuzione per circa 78.000 euro rispetto allo scorso anno. Alcuni Comuni, tra cui Penne, prevedono di spendere di più, altri come Loreto Aprutino alla data attuale tagliano circa 140.000 euro rispetto alla spesa sociale dell’anno scorso. Il Piano si presenta indigeribile nei contenuti ed inaccettabile nella destinazione delle risorse. Vorremmo capire anche come verrà spesa la quota A1, vale a dire come saranno destinati i fondi per gli interventi generali (sia la parte versata dalla Regione che quella che viene impegnata dal Comune con fondi propri). Perchè non riversarli all’interno del Piano Sociale finalizzandoli alle specifiche esigenze del nostro territorio?
A questa ed altre domande non è possibile oggi rispondere con gli atti amministrativi alla mano, attesa la mancata approvazione del bilancio di previsione. Sul piano politico, non sappiamo oggi da dove saranno reperite le risorse per coprire questi ulteriori costi. Dato atto al Comune di aver deciso di coprire con fondi propri il deficit generato dalla riduzione dei trasferimenti regionali, l’amministrazione deve oggi chiarire da dove saranno reperiti i fondi e come saranno destinati.
Ciò anche per evitare che si ripetano le vicende incresciose, ancora aperte, dei mancati pagamenti dei 120 operatori sociali della coop. Agorà che a Penne hanno sollecitato il pagamento degli stipendi arretrati ormai da molto e che non hanno ricevuto altro, in questi mesi, se non promesse vane senza alcun effettivo riscontro che qualcosa stia per essere concretamente fatto (diversamente diteci qual è la situazione?). La protesta é ormai d’obbligo a fronte di una situazione che non registra mutamenti e che sembra veda ormai stabilizzarsi un ritardo nel pagamento degli stipendi che non può ulteriormente essere considerato ammissibile o accettabile. E tutto ciò naturalmente coinvolge di riflesso le categorie che hanno la necessità di beneficiare dei servizi. Il fatto che responsabilmente gli operatori abbiano continuato e continuino a garantire gratuitamente il servizio ad anziani e disabili pur in assenza delle retribuzioni loro spettanti da mesi, non può rappresentare la strada più facile per ignorare il problema continuando a mortificare il loro lavoro e la loro dignità come anche quella dei destinatari dei servizi. Già la riduzione dei fondi destinati al sociale causa non pochi problemi nella erogazione nei servizi in termini di quantità e di qualità , ma a questo si aggiunge la beffa per cui i servizi in molti casi vengono garantiti solo sulla base di un impegno che può ormai considerarsi volontario. Nonostante i vari appelli fino ad ora nulla è cambiato pertanto l’indignazione e la protesta sono le naturali conseguenze di una situazione ormai insostenibile. E’ inaccettabile peraltro che a complicare la situazione sia subentrato, come detto, il blocco del bilancio della Regione Abruzzo messo in atto dal governo nazionale, un governo peraltro dello stesso colore di quello regionale; tutto questo fa sì che la paralisi si ripercuota sui Piani di Zona e di riflesso sugli operatori delle cooperative che operano nel sociale. Naturalmente questo concorre ad aggravare la situazione. PenneSì si sente vicino agli operatori ed agli utenti che sono vittime di questa situazione di stallo e denuncia a gran voce le condizioni in cui questa categoria si trova costretta a prestare il proprio servizio, esprimendo agli operatori ed agli utenti la propria solidarietà .
Allora, è giusto interrogarsi circa la vicenda dei mancati pagamenti del Comune relativi al triennio precedente: il Comune di Penne ha erogato i fondi? Come può oggi spendere di più se prima è stato inadempiente? Non vorremmo che la tanto decantata tutela del mantenimento del livello dei servizi possa produrre effetti ancora peggiori di quelli già visti in questi mesi.
INTERVENTO PER LA DICHIARAZIONE DI VOTO
Il voto di PenneSì è contrario per una serie di motivi che vado ad elencare: non ho compreso da dove il Comune intende reperire le risorse per coprire l’aumento di spesa sociale, è mancata la concertazione e la trasparenza nell’elaborazione del Piano, vi sono profili poco chieri e da approndire nei contenuti del Piano. Oggi votiamo il Piano nel suo complesso e se è vero che 11 comuni tra i quali Penne hanno incrementato le risorse da destinare al sociale, d’altra parte vi sono sei/sette comuni che hanno operati tagli pesanti con forti riduzioni dei servizi. Per noi il sociale è prioritario ma non seguiremo mai questa amministrazione in scelte che prevedono l’approvazione di delibere di spesa senza la necessaria copertura finanziaria. Anche alla luce del contenzioso in atto per la vicenda dei mancati pagamenti degli operatori sociali. Quelli che per voi possono sembrare cavilli burocratici, per noi di PenneSì costituiscono il principio di legalità a cui un amministratore deve adeguarsi nel perseguimento dell’interesse collettivo.
E’ un Piano molto generico, una delega in bianco in ordine alle linee di indirizzo, alla programmazione, all’allocazione delle risorse, al personale coinvolto ed al regolamento attuativo. Oggi vengono dettate delle linee di indirizzo generiche in quanto il Piano deve ancora essere adottato: a breve si dovranno rimodulare gli interventi attraverso il coinvolgimento di tutti coloro che operano sul territorio. Chiedo al sindaco ed alla maggioranza l’impegno formale di portare in una seduta del Consiglio Comunale la discussione sulla rimodulazione del Piano e sul regolamento attuativo.
Intervento di Matteo Tresca alla prima seduta del Consiglio Comunale
Signor Sindaco, Signori Assessori, Colleghi Consiglieri,
parlo in questa sala consiliare dai banchi dell’opposizione ed è un’esperienza completamente nuova, altrettanto emozionante, carica di responsabilità ancor più grandi di quelle che ho affrontato svolgendo fino a qualche giorno fa e nei cinque anni precedenti la funzione di presidente del Consiglio Comunale.
Permettetemi innanzitutto di rivolgere alle cittadine ed ai cittadini di Penne un affettuoso saluto ed un sincero ringraziamento per la loro presenza a questa seduta del Consiglio Comunale, la prima della nuova consiliatura.
Al Sindaco Rocco D’Alfonso le mie più vive congratulazioni ed i migliori auguri per lo svolgimento del suo mandato. La battaglia elettorale ci ha visti contrapposti in una sfida che si è svolta in un clima civile e rispettoso e di questo va dato merito ai cinque candidati alla carica di sindaco ed a tutti gli 80 candidati consiglieri. Agli Assessori auguro di operare bene nell’interesse di Penne.
Ai colleghi Consiglieri Comunali rivolgo i complimenti per la loro elezione in quest’Assemblea con l’augurio di lavorare con serietà nell’interesse esclusivo della nostra città. Una pensiero particolare lo rivolgo alle due donne presenti in Consiglio Comunale, Valeria Di Luca e Margherita D’Agostino. E’ fondamentale il contributo delle donne in politica e nelle istituzioni: per la loro sensibilità e capacità di affrontare le questioni. Mi auguro che il loro impegno possa dare impulso ad un virtuoso processo di maggiore partecipazione delle donne all’attività politica ed amministrativa cittadina.
Ai mille cittadini che mi hanno votato e supportato in questa campagna elettorale appena conclusa, va il mio personale ringraziamento. Voglio ringraziarli uno per uno con un sentimento di profonda gratitudine e sincera riconoscenza per il rilevante esito elettorale che ha conseguito la lista PenneSì che oggi rappresento in Consiglio Comunale. I cittadini di Penne mi hanno dato, attraverso il voto, una chiara manifestazione di stima che, oltre a lusingarmi, mi sprona ad un impegno assiduo proprio per onorare le attese che la cittadinanza ha riposto nella mia persona.
Il nostro ruolo sarà di controllo e di proposta: noi vigileremo sugli atti, attraverso un’opposizione ferma ed attenta sostenendo ciò che è coerente con il nostro progetto di città.
In Italia le recenti elezioni amministrative hanno portato un vento di cambiamento in città importanti come Milano, Cagliari e Napoli con una straordinaria affermazione del centrosinistra e la conseguente caduta elettorale e politica di Berlusconi e della sua coalizione PDL – Lega. Anche in Abruzzo il risultato è stato di eccezionale importanza: basti guardare a cosa è successo a Vasto ed Lanciano dove il centrosinistra unito e, dopo lo svolgimento di primarie partecipate da migliaia di cittadini, ha individuato candidati in grado di aggregare forze civiche e politiche.
Qui a Penne siamo di fronte ad un risultato elettorale che ha visto imporsi il sindaco Rocco D’Alfonso con la lista Per Penne dopo una travagliata fase di confronto tra le forze politiche del centrosinistra. Il Partito Democratico ha chiesto al sindaco uscente Donato Di Marcoberardino, al primo mandato, di fare un passo indietro, non ha voluto che si svolgessero le primarie di coalizione invocate da SEL e dalla Federazione della Sinistra sin dal mese di settembre scorso, ha deciso di imporre agli alleati la candidatura a sindaco dell’attuale primo cittadino Rocco D’Alfonso, si è assunto la responsabilità politica di determinare la rottura della coalizione, ha vinto le elezioni con 2533 voti, pari al 31%, ed ora deve governare la nostra città. Vincere tuttavia non sempre significa avere ragione. Vincere non significa sempre avere le idee migliori. Il PD, dal nostro punto di vista, farebbe bene ad ascoltare gli elettori, a farsi ispirare da loro, a farsi consigliare, rispettando il senso del loro voto e delle loro aspettative. I cittadini di Penne il 15 e 16 maggio hanno chiesto discontinuità e si aspettano una proposta di governo comprensibile e forte. E noi di Pennesì lavoreremo per fare tesoro di questo risultato, dandogli una dimensione di governo. In questo senso la nostra opposizione sarà dura, incalzante, intensa e propositiva.
L’impressione è che l’attuale maggioranza non aveva creduto nella vittoria alle amministrative, per mesi hanno studiato un modo per evitare le primarie, da sempre sono convinti che tutto si risolva nel Palazzo. E poi sono qui tutti a dire che è finito un ciclo, e però ci stanno dentro e sperano che duri ancora un po’. Noi pensiamo invece che il centrosinistra vince quando non si arrocca, quando esce dai palazzi e dalle segreterie per stare nella città e nei suoi luoghi, affianco alle persone per affrontare i problemi quotidianamente. Perché il centrosinistra non può permettersi di salire su un predellino, né può preparare alleanze e accrocchi politicistici preconfezionati. Le persone si aspettano di essere ascoltate dal centrosinistra, di essere coinvolti nelle scelte e nelle decisioni. E il centrosinistra vince quando intercetta queste aspettative, altrimenti perde o, peggio, se vince sarà un vittoria di Pirro.
E allora noi di Pennesì con Sinistra Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra apriamo il cantiere dell’alternativa, e vogliamo coinvolgere tutti i cittadini in questo percorso di cambiamento e di innovazione dei processi politici. Spero che seguiremo la strada maestra indicata dalle belle esperienze di questi giorni, in cui possiamo dire con decisione che l’Italia migliore inizia a vincere. Finalmente.
Oggi Penne si è svegliata con una maggioranza in Consiglio che non è maggioranza in città, con una coalizione frantumata che ha un numero di consensi fortemente ridotto rispetto alla precedente consultazione, con l’esigenza di una seria riflessione sul modo di intendere e coltivare i rapporti tra maggioranza e opposizione, per evitare che se instauri un clima di pura contrapposizione e d’incomunicabilità, a scapito della ricerca di possibili terreni d’impegno comune, dando segno tangibile di maturazione del modello di rapporto politico.
La sensibilità civica dei cittadini di Penne assegna a tutti noi, indistintamente - maggioranza e minoranze - un preciso mandato di ricercare il dialogo, il confronto, le scelte le più possibili unitarie.
I cittadini hanno riposto in noi tutta la loro fiducia affinché si cambi, cerchiamo di non deluderli.
Al sindaco spetta dunque il dovere morale di impegnarsi per favorire la ricerca di linee costruttive per il bene comune, cercando di assumere un ruolo di garanzia, il senso di dovere e imparzialità nei confronti di tutti i cittadini, affinché in questo Consiglio Comunale finalmente la comunità abbia voce per far sentire le proprie esigenze ed attese.
L’obiettivo irrinunciabile del nostro operare sarà il cittadino. Vogliamo recuperare questo ruolo, vogliamo un cittadino riavvicinato alla cosa pubblica e reso partecipe nella sua gestione. È una scelta etica che privilegia, con senso civico, i suoi diritti, riconducendo tutte le richieste, anche quelle particolari provenienti dai singoli, in un disegno complessivo per la reale gestione del Comune di Penne.
Il gruppo PenneSì intende collaborare su molte questioni prioritarie, dalla tutela del patrimonio storico, culturale e ambientale, alla salvaguardia della scuola e dei servizi sociali necessari, alla tutela dell’ospedale San Massimo che sta vivendo in questi giorni uno dei momenti più bui della sua storia. Dobbiamo agire adesso, mettendo in atto anche un’azione legale se occorre, come hanno fatto a Casoli, a Guardiagrele ed in tanti altri comuni. Lo dobbiamo fare subito.
Ai cittadini dico che mi impegnerò per realizzare un opposizione attenta, propositiva, di controllo e di stimolo per la nostra maggioranza di governo, ma anche un opposizione intransigente su questioni che potrebbero minare la salvaguardia del bene comune.
Opposizione che intenderò svolgere con impegno e serietà lontana da strumentalizzazioni e pregiudizi, con trasparenza e rigore, dando piena disponibilità ad apportare il proprio contributo affinché l’ operato e l’ azione dei suoi rappresentanti possano essere di aiuto al miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini.
Il percorso che ha portato alla composizione della nuova Giunta Municipale ha tradito ai nostri occhi lo spirito di rinnovamento che auspicavamo ed è lontano dalla buona politica che intendiamo rappresentare.
L’impressione è che si voglia ricominciare con i soliti riti: ritardi e litigi, così inizia a perdere Penne e perde la rottura con il passato.
Appena qualche giorno fa il vicesindaco D’Angelo dichiarava pubblicamente: “Le divisioni interne al PD sono talmente forti che non fanno presagire nulla di buono né per il presente né per il futuro”. Peccato poi che lo stesso D’Angelo sia stato folgorato sulla via di Damasco ed abbia accettato il principio secondo cui “la scelta del candidato sindaco sia una questione di propria ed esclusiva competenza del PD, trascurando che per vincere bisogna costituire una coalizione e mettersi d’accordo sul programma”. Eppure sempre secondo quanto scritto appena qualche giorno mese fa dal vicesindaco rappresentante dell’Italia dei Valori a Penne: “il PD amministra Penne da 20 anni ovvero da quattro legislature (Marcotullio 1; Marcotullio 2; Fornarola ; Di Marcoberardino) ed i risultati sono catastrofici”. Ed ancora: “Noi diciamo in modo forte e chiaro che il PD questa volta deve rinunciare alla carica di sindaco e deve misurarsi con gli alleati sulle cose da fare. L’ulteriore indebitamento del Comune, promosso e voluto sempre dal PD inciderà tantissimo sull’eventuale raggiungimento di un’intesa”.
Ora noi non conosciamo né ci interessa conoscere quali siano stati i tatticismi politici che hanno portato a stringere questa alleanza, ma quello che a noi di PenneSì sconcerta è il comportamento incoerente.
Ma adesso bisogna guardare avanti, la campagna elettorale è finita, in Consiglio Comunale dobbiamo perseguire l’interesse collettivo della città ciascuno nel ruolo che i cittadini hanno deciso. Sul piano politico, i partiti dovranno fare uno sforzo ulteriore per ricostruire l’unità del centrosinistra in vista del futuro per concordare un percorso condiviso e innovativo al fine di evitare quello che è successo qui a Penne dove in questi mesi si è lavorato non ad includere forze ed energie, ma ad escluderle arrogandosi il diritto di avere sempre ragione.
Nell’esecutivo troviamo anche la presenza di un assessore esterno: vorremmo capire se si tratta di una scelta in controtendenza rispetto alla volontà manifestata dal Sindaco di ridurre i costi della politica, se è stata dettata più che altro da esigenze legate alla necessità di trovare un equilibrio politico all’interno della maggioranza, speriamo ovviamente di sbagliarci e che il tecnico inserito all’interno di questa nuova giunta sia veramente un elemento produttivo nell’attuare un cronoprogramma e degli obiettivi di fondo del governo comunale.
L’occasione persa, già prima del voto, di costruire un percorso nuovo attraverso le primarie di coalizione ha impedito la nascita di un progetto politico forte per costruire un nuovo centrosinistra: non vorremmo celebrare la vittoria della nomenclatura, di chi crede in un Partito Democratico che campa di rendita, di chi ha creduto di decidere a tavolino candidati e coalizioni fatte con l’”Attack”, se così fosse, avrebbe vinto la cattiva Politica e direi l’immobilismo.
Speriamo ora nell’interesse di Penne che, in corso d’opera, ci sia un ravvedimento che porti ad una reale un’inversione di tendenza. Giudicheremo ciò dai fatti, vale a dire dai provvedimenti amministrativi.
Parliamo allora del programma:
RISANAMENTO FINANZIARIO DELL’ENTE:
Nei cinque anni trascorsi si sono raggiunti alcuni obiettivi che possono essere riassunti nel rispetto del patto di stabilità per due annualità consecutive. Ora c’è da approvare subito il bilancio di previsione 2011: non vorremmo che dietro i mancati trasferimenti dallo Stato si nasconda la volontà di aumentare i tributi, che già sono al massimo, in un momento di particolare difficoltà economica dei cittadini. Non si metta mano alla leva fiscale prima di aver ridotto in ogni modo possibile gli sprechi ed i costi inutili. Per il bilancio occorre preliminarmente l’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, noi di PenneSì staremo molto attenti e vigileremo anche sulla correttezza formale di questo passaggio.
RIORGANIZZAZIONE DELLA MACCHINA COMUNALE:
Attendiamo fiduciosi di conoscere l’intenzione della nuova amministrazione sulla razionalizzazione dei settori, sul numero dei responsabili, sulla valorizzazione delle risorse interne, sull’utilizzo e la distribuzione degli straordinari ai dipendenti, sull’organizzazione dell’orario di accesso agli uffici comunali.
RIFIUTI E RACCOLTA DIFFERENZIATA:
In questi primi giorni di amministrazione c’è già da vedere subito la questione della raccolta dei rifiuti e della pulizia della nostra città. Noi riteniamo necessario partire sin da subito con un serio progetto di raccolta differenziata per evitare tra qualche tempo di ritrovarci sommersi dai rifiuti e con bollette esorbitanti.
SERVIZI SOCIALI
L’innovazione sociale comporta prendere rischi e mettere in conto perdite. Si può innovare nel sociale mettendo a rischio i beneficiari? Lasciando soli da un lato gli operatori del sociale nella difesa del loro posto di lavoro e dall’altro i nostri concittadini più bisognosi di attenzione. Sindaco D’Alfonso come pensa di risolvere la questione? Le ricordo che in campagna elettorale Lei ha preso l’impegno di confermare tutti i servizi sociali esistenti.
CENTRO STORICO, TURISMO E VIABILITA’
Penne muore se muore il suo centro storico. Occorre un impegno deciso per rilanciarlo: la valorizzazione del centro storico va accompagnata da oggi da una serie di misure: riduzioni fiscali per gli esercenti che organizzano spettacoli o mettono fuori i loro tavolini, limitazione del traffico veicolare, esenzione Tarsu per nuove attività, agevolazioni per acquisto prima casa o affitto per coppie che decidono di dimorarvi, forme incentivanti per il recupero e riuso degli edifici. Saremo molto attenti sull’adozione di questi provvedimenti.
LAVORI PUBBLICI
E’ attualmente aperto il bando per il concorso di progettazione per la riqualificazione di Piazza Luca da Penne. La data di scadenza per la presentazione dei progetti è stata fissata al 7.06.2011. Vogliamo sapere i criteri che guideranno la scelta dei progetti, come sarà composta la Commissione giudicatrice, come le proposte saranno portate a conoscenza dei cittadini?
QUESTIONE MAREMONTI
Con la costituzione parte civile si potrebbero recuperare fondi. Chiedo al sindaco D’Alfonso: quando il comune si costituirà come ha dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi?
SITO INTERNET E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
Chiedo che, tra i primi atti di governo, sia riattivato il sito Internet istituzionale, occorre non disperdere il lavoro fatto in questi anni in un settore cruciale affinché tutti i cittadini possano interagire, ricevere informazioni e chiedere chiarimenti sull’attività amministrativa in maniera pratica ed immediata per garantire a tutti il diritto di accesso all’informazione ed alla conoscenza degli atti amministrativi.
Sarà, dunque, un´opposizione attenta a vigilare sull’operato dell’attuale amministrazione e che porrà ad essa le dovute domande ogni qualvolta lo riterrà giusto, ogniqualvolta i fatti sembreranno poco chiari, e che dalla stessa amministrazione pretenderà risposte chiare, precise e tempestive.
Sarà anche un’opposizione attenta a comunicare ai cittadini i fatti che accadranno durante le sedute del Consiglio Comunale e non solo, anche attenta a informare in modo chiaro ed anticipato, aperta verso i cittadini, sempre disponibile ad ascoltare le loro istanze e a farsene portavoce.
Il cammino non sarà certo facile, ma la posta in gioco merita che amministratori e cittadini, insieme, gli uni a fianco degli altri, se impegnino tenacemente, con reciproco spirito di stima e rispetto, non scontato, ma meritato ogni giorno.
Per ultimo, riguardo alle inchieste in corso nei diversi settori del nostro Comune, fermo restando il rispetto assoluto per le persone e per le indagini della magistratura, non vogliamo reticenze da parte dell’amministrazione sugli sviluppi che si avranno nei prossimi giorni o mesi. Chiediamo che da parte del sindaco o di chi per lui ci sia un costante aggiornamento su detti fatti che turbano e creano incertezza e sfiducia nell’opinione pubblica, danneggiando gravemente l’immagine del nostro comune.
Di cose da fare mi pare ce ne siano davvero tante, buon lavoro.
Mille luci per non lasciare Penne al buio
I risultati delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio a Penne hanno rappresentato un momento di crescita notevole per il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Penne - Area Vestina: con il 12,23% (998 voti) è stato eletto in Consiglio Comunale Matteo Tresca, che ha guidato con coraggio ed onestà la lista di centrosinistra PenneSì, all’esito di una campagna elettorale condotta con entusiasmo e grande partecipazione popolare coinvolgendo nella vita politica pennese tante persone giovani ed altre che si erano allontanate da tempo dall’impegno civico. E’ stato il risultato elettorale più importante per il nostro partito a livello regionale. Un notevole successo personale hanno ottenuto i candidati di SEL: il coordinatore del circolo Guglielmo Di Paolo, che ha raccolto 170 preferenze, la bravissima Valentina Chiarella, capace alla sua prima esperienza in politica di tenere testa, anche nell’agone politico televisivo, a personaggi già navigati e tutti coloro che in questi giorni hanno lavorato per costruire insieme l’unica vera e concreta proposta di cambiamento.
Da qualunque parte lo si voglia guardare, il voto a Penne descrive una città attenta a quello che si muove ma tendente alla conservazione e non ancora pronta ad un effettivo rinnovamento. Per questo il progetto PenneSì continuerà a vivere, affianco ai partiti che l’hanno promosso, per crescere e coinvolgere tanti pennesi che condividono l’idea di superare i vecchi metodi per liberare le migliori energie di cui il nostro territorio è ricco. Possiamo farlo grazie ai mille volti, ai mille segnali, alle mille luci utili per dare speranza a chi vuole cambiare la nostra città, per non lasciare Penne al buio.
Facciamo i migliori auguri al neo-sindaco Rocco D’Alfonso dal quale ci attendiamo che dia seguito ad una serie di impegni presi con gli elettori in campagna elettorale: innanzitutto la costituzione di parte civile nel procedimento penale riguardante la “Mare-Monti” e la limitazione al traffico veicolare nel centro storico. Giudicheremo il suo operato giorno dopo giorno valutando concretamente gli atti amministrativi che andrà ad attuare con la nuova amministrazione: viste le note vicende di cui tanto si è discusso in questi giorni, sin da subito vorremo conoscere, ad esempio, i criteri in base ai quali si procederà lunedì 23 maggio alle ore 10 presso il municipio alla scelta degli scrutatori per i referendum del 12 e 13 giugno. La nostra proposta è che vengano individuati mediante un sorteggio tra tutti coloro che sono iscritti nell’apposito albo, privilegiando i tanti disoccupati e precari residenti nel nostro comune.
Per quanto ci riguarda rivolgiamo un particolare ringraziamento a Matteo Tresca, nostro rappresentante in Consiglio Comunale, per aver trasmesso a tutti noi sensazioni bellissime durante la campagna elettorale e per averci dato l’opportunità di votare in piena libertà una persona coerente, trasparente e competente. Andiamo avanti insieme per costruire il futuro. Adelante adelante!!!
Penne, lì 19 maggio 2011
Sinistra Ecologia Libertà
Circolo di Penne Area Vestina
Matteo Tresca eletto in Consiglio Comunale con la lista “PenneSì”
Mille grazie a tutti!!! I consensi ottenuti dalla lista PenneSì alle elezioni comunali non sono bastati per eleggere il sindaco ma sono stati molto utili a dare voce alle tante persone che credono in una Penne migliore. Come i garibaldini fecero l’impresa, anche noi abbiamo piantato un seme che col tempo germoglierà. PenneSì vive e sarà presente in Consiglio Comunale per portare avanti le nostre idee e per attuare il nostro programma nel rispetto dei ruoli che i cittadini hanno scelto per ciascuno. Rivolgiamo le nostre congratulazioni al neo-sindaco Rocco D’Alfonso augurandogli di lavorare bene nell’interesse esclusivo di Penne: noi vigileremo su tutti gli atti, attraverso un’opposizione ferma ed attenta ma anche propositiva, coinvolgendo la cittadinanza affinché l’attività amministrativa sia partecipata e trasparente.
Matteo Tresca
Comizio finale lista PenneSì venerdì 13 maggio alle ore 21 a Penne con Matteo Tresca e Claudio Fava
Mercoledì 4 maggio alle ore 21 incontro pubblico con Matteo Tresca e l’On.le Gennaro Migliore
Penne Sì può cambiare. Se non ora quando?
Candidato a sindaco: Matteo Tresca.
Lista: Francesco Cutilli, Roberto Anzellotti, Cleto Barraccola, Walter Belli, Maurizio Bifari, Umberto Candeloro detto Bruno, Valentina Chiarella, Massimo Crocetta, Matteo Di Domenico, Guglielmo Di Paolo, Angelo Faieta, Gabrele Frisa, Gianni Giberto, Ediana Granchelli, Massimo Mariani, Pasquale Scardamaglia.
PenneSì per una Città sostenibile, moderna e più vivibile.
PenneSì per i giovani, le donne, gli anziani, le famiglie, per la centralità del cittadino.
PenneSì per il lavoro, per la vera parità di genere.
PenneSì per dire basta al consumo indiscriminato del nostro territorio, per difendere l’identità dei nostri luoghi e i beni comuni.
PenneSì per la condivisione, la trasparenza, la partecipazione, per l’accesso gratuito alla rete e all’informazione.
PenneSì per un nuovo ciclo dei consumi e dei rifiuti, per le energie rinnovabili.
PenneSì per una vera Città d’Arte, aperta alla cultura, alla creatività, alla musica, all’arte e al teatro, per una città più ricca di opportunità economiche, occupazionali e turistiche.
PenneSì è il nostro progetto politico e amministrativo che vogliamo confrontare con tutti coloro, singoli cittadini, partiti e movimenti politici, associazioni, che vogliono contribuire e sostenerci in questo cammino di reale rinnovamento.
PenneSì può cambiare con Matteo Tresca sindaco
Sostenibilità, lavoro, sviluppo econonomico e sociale attraverso cultura, storia, ambiente e prodotti tipici. Sono questi i punti cardini di PenneSì, la lista civica scelta dai gruppi di Sinistra Ecologia e Libertà, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Giovani del Movimento per le Autonomie in vista delle prossime amministrative di maggio. Sarà il giovane avvocato Matteo Tresca, classe 1974, il candidato sindaco della nuova lista.
“PenneSì è un progetto politico e amministrativo - ha detto Matteo Tresca - aperto e orientato al confronto con tutti coloro, singoli cittadini, partiti e movimenti politici, associazioni, che vogliono contribuire e sostenerci in questo cammino di reale rinnovamento. La nostra intenzione è quella di promuovera un città d’arte, aperta alla cultura, alla creatività, alla musica, all’arte e al teatro, per una Penne più ricca di opportunità economiche, occupazionali e turistiche“.
tratto da: www.ilcorrieredabruzzo.it
Perchè intitolare una via ad Enrico Berlinguer
Intervento del Presidente del Consiglio Comunale di Penne Matteo Tresca in occasione della cerimonia di intitolazione
“Intitolare una via ad Enrico Berlinguer è un riconoscimento che onora chi lo propone e l’intera città di Penne” dichiarava circa un anno fa Remo Gaspari commentando le polemiche suscitate dalla proposta del gruppo consiliare di Sinistra Democratica, oggi Sinistra Ecologia e Libertà, di ricordare attraverso questo atto simbolico la figura di uno dei leader politici italiani più amati nella storia del dopoguerra. Lo storico esponente della Democrazia Cristiana faticava a comprendere le ragioni di divisione su questa iniziativa e l’inopportunità di intitolare una via ad una delle persone che più di tutti, nel panorama politico del nostro Paese, è stato un esempio tanto da essere considerato da più parti un rappresentante dell’Italia migliore. Segretario di un grande partito, il Partito Comunista Italiano, resse in un periodo difficile le sorti della repubblica e fu alfiere e baluardo delle istituzioni. Uomo schivo, sobrio, austero e fragile, è stato uno degli uomini politici che più coerentemente si è battuto per i diritti dei lavoratori, e perché la società italiana si sviluppasse su basi di giustizia, libertà e pace. Dette dignità quasi antropologica alla diversità morale dei comunisti italiani. Un uomo concreto, onesto, pulito, capace di compiere scelte anche palesemente in contrasto con l’Unione Sovietica ed il comunismo internazionale. L’amore per la patria e l’interesse per gli italiani, in lui non erano mai subordinati all’ideologia.
Berlinguer ha insistito moltissimo sui concetti di austerità e di sviluppo compatibile: in questo l’eredità culturale del suo messaggio ne mostra l’estrema attualità indicando ad ognuno di noi come difendere il futuro dei giovani e di questo mondo. Per non dire della sua sobrietà a fronte della odierna generale spettacolarizzazione della politica.
La spinta etica berlingueriana sintetizzata dalla “questione morale” guardava ben oltre i confini della politica, descrivendo un vero e proprio stile di vita, un modello culturale.
La vitalità di Enrico Berlinguer è testimoniata oggi tra l’altro dall’attività svolta dell’associazione «Dagli Appennini alle Onde», che poco tempo fa ha organizzato una mostra fotografica di respiro nazionale, ospitata a Pescara all’ex Aurum, sul leader del Pci. Un evento che ha raccolto oltre duemila presenze, tra cui moltissimi ragazzi, al quale anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed i Presidenti di Camera e Senato hanno voluto rendere omaggio.
Il valore dell’uomo politico e della sua capacità di superare gli schieramenti per farci sentire parte di un’Italia libera, ci rende orgogliosi per aver contribuito a far venire a Penne idealmente questa unica e grande figura. Dopo 459 giorni di mozioni, lettere, discussioni, ordini del giorno, manifesti e delibere Enrico Berlinguer vive oggi anche a Penne. Non è la vittoria di qualcuno intitolare una strada, ma una vittoria della nostra civiltà politica.
Matteo Tresca
Presidente del Consiglio Comunale di Penne
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